Apostilla del casellario giudiziale: Come legalizzarlo per l'estero
Contenuto divulgativo aggiornato a maggio 2026, basato su Convenzione dell'Aja del 1961, DPR 313/2002 e prassi delle Procure italiane. Le competenze e i tempi possono variare per sede e per paese di destinazione. Per la pratica concreta si consiglia di verificare i requisiti con l'autorità del paese estero e con la Procura competente. Questa pagina non sostituisce la consulenza legale.
Risposta diretta. Per usare il casellario giudiziale all'estero serve l'apostilla se il paese di destinazione aderisce alla Convenzione dell'Aja, oppure la legalizzazione per gli altri stati. L'apostilla del casellario si richiede alla Procura della Repubblica — non alla Prefettura — perché il certificato è emesso dall'autorità giudiziaria. Se il documento va tradotto, la traduzione giurata richiede una seconda apostilla. I residenti all'estero si rivolgono alla Procura di Roma.
Apostilla o legalizzazione: quale serve per il tuo paese
Il punto di partenza è capire quale dei due timbri occorre, perché dipende esclusivamente dal paese in cui il certificato penale — la cosiddetta fedina penale, che riporta le condanne penali definitive — verrà presentato.
Apostilla
Si usa per i paesi che aderiscono alla Convenzione dell'Aja del 1961. È un timbro unico che rende il documento valido nel paese di destinazione senza ulteriori passaggi. Tra gli aderenti figurano gran parte dei paesi UE, gli Stati Uniti, l'Argentina, il Brasile e molti altri.
Legalizzazione
Si usa per i paesi non aderenti alla Convenzione dell'Aja. Dopo il timbro della Procura serve un ulteriore passaggio presso l'ambasciata o il consolato del paese di destinazione in Italia. La procedura è più lunga.
Come verificare — l'elenco aggiornato dei paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja è pubblico. In caso di dubbio conviene chiedere direttamente all'autorità estera che richiede il certificato del casellario giudiziale quale forma di validazione accetta: apostilla o legalizzazione consolare.
Dove si fa l'apostilla del casellario: Procura, non Prefettura
È l'errore più diffuso. Molte persone si presentano in Prefettura e scoprono di essere nel posto sbagliato. La regola dipende da chi ha emesso e firmato il documento:
| Documento | Ufficio competente |
|---|---|
| Casellario giudiziale | Procura della Repubblica |
| Carichi pendenti | Procura della Repubblica |
| Atti notarili e traduzioni giurate | Procura della Repubblica |
| Certificati anagrafici (Comune) | Prefettura |
| Titoli di studio, atti scolastici | Prefettura |
| Atti di Camere di Commercio, Ministeri, ASL, INPS | Prefettura |
Il certificato del casellario giudiziale è un atto dell'autorità giudiziaria, emesso dal Ministero della Giustizia. Per questo la firma del cancelliere che lo sottoscrive è depositata in Procura, ed è lì che si appone l'apostilla. La Prefettura si occupa invece dei documenti emessi da enti amministrativi come Comuni, scuole e Camere di Commercio.
I passaggi nell'ordine corretto
La sequenza conta. Invertire i passaggi è una causa frequente di pratiche da rifare e di tempi che si allungano.
- Richiedere il certificato del casellario giudiziale alla Procura, con le consuete marche da bollo. Indicare che l'uso è estero, così da ottenere il certificato ad uso amministrativo corretto.
- Verificare se serve la traduzione nella lingua del paese di destinazione. Molti paesi la richiedono; alcuni accettano moduli multilingue.
- Far eseguire la traduzione giurata da un traduttore che presta giuramento in Tribunale, ottenendo il verbale di asseverazione.
- Apporre l'apostilla o la legalizzazione presso la Procura competente: sul certificato originale e, se prevista, anche sulla traduzione asseverata.
- Solo per la legalizzazione (paesi non Aja): completare con il timbro dell'ambasciata o del consolato del paese di destinazione.
La traduzione giurata: quando serve e come funziona
Quando il paese estero richiede il documento nella propria lingua, non basta una traduzione qualsiasi. Serve una traduzione giurata — detta anche asseverata — in cui il traduttore presta giuramento davanti al Tribunale, dichiarando di aver tradotto fedelmente e senza omissioni.
Dal giuramento nasce un verbale di asseverazione che viene unito al documento originale e alla traduzione, con timbri e marche da bollo, e firmato dal traduttore e dal cancelliere. Questo plico è il documento che poi viene apostillato o legalizzato.
La doppia apostilla: originale e traduzione
Quando entra in gioco la traduzione, l'apostilla diventa spesso doppia, e questo sorprende molti. L'autorità estera può richiedere il timbro sia sul certificato originale sia sulla traduzione giurata.
- L'apostilla sull'originale autentica la firma del cancelliere che ha emesso il casellario con le sue iscrizioni;
- l'apostilla sulla traduzione autentica la firma del cancelliere che ha ricevuto il giuramento del traduttore.
Un dettaglio operativo che fa risparmiare tempo: l'apostilla sulla traduzione è competenza della Procura presso cui il traduttore ha prestato giuramento, indipendentemente da dove sia stato emesso il certificato. Spesso conviene quindi far giurare la traduzione nella stessa città in cui si gestisce l'intera pratica.
Residenti all'estero: la competenza della Procura di Roma
Per i cittadini italiani residenti all'estero che hanno bisogno del casellario giudiziale apostillato, la competenza è in genere della Procura della Repubblica di Roma. In alternativa, ci si può rivolgere al Consolato italiano nel paese di residenza, che però richiede tempi più lunghi e modalità proprie. Chi vive fuori dall'Italia può anche nominare un delegato in Italia per seguire la pratica presso la Procura.
Quanto costa e quanto tempo richiede
Al costo del certificato del casellario giudiziale si sommano le voci legate ad apostilla e traduzione. Gli importi delle marche da bollo sono nazionali; le tariffe di traduzione dipendono dal traduttore e dalla lingua.
| Voce | Indicazione |
|---|---|
| Certificato del casellario | €19,92 ordinario (vedi costi dettagliati) |
| Marca da bollo per l'apostilla | Generalmente una marca da €16 |
| Traduzione giurata | Variabile per lingua e lunghezza, più marche da bollo del verbale |
| Tempi aggiuntivi (traduzione + apostilla) | Indicativamente 10–15 giorni lavorativi in più |
Quando possibile, conviene prenotare un unico appuntamento in Procura per ritirare il certificato e apporre l'apostilla, soprattutto nelle sedi dove i due uffici si trovano nello stesso edificio. Per le richieste con scadenze strette è bene calcolare con margine i tempi della traduzione, che spesso pesano più della stessa apostilla.
Errori frequenti con il casellario per l'estero
- Andare in Prefettura per apostillare il casellario: la competenza è della Procura, salvo i documenti amministrativi.
- Apostillare solo l'originale quando l'autorità estera richiede anche la traduzione asseverata con il proprio timbro.
- Chiedere l'apostilla per un paese non aderente alla Convenzione dell'Aja, che invece richiede la legalizzazione consolare.
- Lasciare scadere il certificato: la validità resta di sei mesi anche dopo l'apostilla, quindi conviene non avviare la pratica troppo in anticipo.
- Tradurre prima di sapere se il paese di destinazione accetta moduli multilingue, sostenendo un costo di traduzione evitabile.
L'apostilla del casellario giudiziale si fa in Procura o in Prefettura?
In Procura della Repubblica. Il casellario è un atto dell'autorità giudiziaria, quindi la firma del cancelliere che lo emette è depositata presso la Procura. La Prefettura apostilla i documenti emessi da enti amministrativi come Comuni, scuole, Camere di Commercio.
Qual è la differenza tra apostilla e legalizzazione?
L'apostilla è un timbro unico valido per i paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja del 1961. La legalizzazione serve per gli altri paesi e richiede un ulteriore passaggio presso l'ambasciata o il consolato del paese di destinazione in Italia.
Devo tradurre il casellario per usarlo all'estero?
Dipende dal paese di destinazione. Molti richiedono una traduzione giurata nella propria lingua; altri accettano moduli multilingue. È prudente verificare con l'autorità estera prima di sostenere il costo della traduzione.
Vivo all'estero: a chi mi rivolgo per l'apostilla?
Generalmente alla Procura della Repubblica di Roma, competente per i residenti all'estero. In alternativa ci si rivolge al Consolato italiano nel paese di residenza, con tempi più lunghi, oppure si nomina un delegato in Italia.
L'apostilla allunga la validità del certificato?
No. La validità resta di sei mesi dalla data di rilascio del certificato, indipendentemente dall'apostilla. Conviene quindi non avviare la procedura per l'estero con troppo anticipo rispetto alla data di utilizzo.
Contenuto redatto dal team editoriale di tramitesnotariales.info, specializzato in procedure amministrative e documentali tra Italia ed estero. Le competenze su apostilla e legalizzazione sono state verificate sulla Convenzione dell'Aja e sulla prassi delle Procure italiane. Aggiornato a maggio 2026.
Fonti consultate:
- Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 — abolizione della legalizzazione per atti pubblici esteri
- DPR 313/2002 — Testo Unico del Casellario Giudiziale
- Prassi delle Procure della Repubblica in materia di apostilla e legalizzazione
- DPR 445/2000, art. 41 — validità dei certificati
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