Stato di famiglia: certificato ANPR o autocertificazione? (Guida 2026)
Lo stato di famiglia attesta la composizione della famiglia anagrafica, cioè delle persone iscritte allo stesso indirizzo di residenza. Si può ottenere in due modi diversi che vengono spesso confusi: il certificato ufficiale rilasciato da ANPR (con bollo) o l'autocertificazione gratuita firmata dal cittadino. Sapere quando vale l'uno e quando l'altro permette di risparmiare tempo e i 16 euro del bollo. Questa guida spiega le differenze, i casi d'uso reali (banca, scuola, ISEE, INPS, condominio) e la procedura per scaricare il certificato da ANPR in 5 minuti.
In sintesi: per i rapporti con la Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, Comune, scuola pubblica, ASL) e con i gestori di pubblici servizi è obbligatorio usare l'autocertificazione gratuita (art. 43 D.P.R. 445/2000). Per i rapporti con i privati (banche, datori di lavoro privati, condomini, locatori, assicurazioni) serve il certificato di stato di famiglia, scaricabile da ANPR.
Il certificato online costa 0 € nei casi di esenzione dal bollo, o 16 € (solo bollo) negli altri casi. Si scarica con SPID, CIE o CNS in 5 minuti. L'autocertificazione è sempre gratuita e non richiede credenziali digitali: si scrive su carta semplice e si firma.
Cos'è lo stato di famiglia e cosa contiene
Lo stato di famiglia è il documento che attesta la composizione della "famiglia anagrafica", cioè l'insieme di persone che risultano coabitare allo stesso indirizzo di residenza nei registri del Comune. Riporta:
- Nome, cognome, data e luogo di nascita di ogni componente
- Rapporto di parentela tra i componenti (se richiesto: certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela)
- Codice fiscale di ogni componente
- Indirizzo di residenza comune a tutti
- Data di formazione della famiglia anagrafica attuale
Cosa NON contiene
È importante chiarire alcuni equivoci frequenti:
- Non include i familiari non conviventi. Un figlio maggiorenne con residenza autonoma, un genitore in casa di riposo, un coniuge separato che vive altrove non compaiono nello stato di famiglia. Per loro va richiesto un certificato separato.
- Include i conviventi anche se non legati da parentela. Coinquilini registrati allo stesso indirizzo, partner non sposati (se hanno fatto cambio di residenza congiunto), badanti residenti, compaiono nella famiglia anagrafica.
- Non è prova di parentela. Il fatto che due persone risultino nello stato di famiglia non dimostra di per sé un legame familiare: per quello serve il "certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela" o gli estratti degli atti di stato civile.
Certificato ANPR vs autocertificazione: quando usare ciascuno
Questa è la decisione più importante. Sbagliare significa pagare 16 euro inutilmente, o presentare un documento non accettato dal destinatario. La regola è fissata dall'art. 43 del D.P.R. 445/2000 ed è perentoria:
| Destinatario del documento | Cosa accetta | Costo |
|---|---|---|
| Pubblica Amministrazione (Comune, Regione, Stato, scuole pubbliche, università pubbliche, ASL, tribunali) | Solo autocertificazione (obbligatoria) | Gratis |
| Agenzia delle Entrate | Solo autocertificazione (obbligatoria) | Gratis |
| INPS, INAIL ed enti previdenziali | Solo autocertificazione (obbligatoria) | Gratis |
| Gestori di pubblici servizi (Enel, Eni, Tim, Vodafone, Poste, gestori idrici/gas) | Solo autocertificazione (obbligatoria) | Gratis |
| Banche e istituti di credito | Spesso pretendono il certificato, ma molte ormai accettano autocertificazione | Verificare con la banca |
| Datore di lavoro privato | Spesso certificato | Bollo 16 € |
| Locatore privato | Certificato (raramente autocertificazione) | Bollo 16 € |
| Amministratore di condominio | Certificato | Bollo 16 € |
| Compagnia assicurativa privata | Certificato | Bollo 16 € |
| Notaio (per atti pubblici) | Generalmente estratti di stato civile, raramente stato di famiglia | Verificare |
Cosa succede se un ente pubblico pretende il certificato
L'art. 43 del D.P.R. 445/2000 è chiaro: gli uffici pubblici e i gestori di pubblici servizi NON possono richiedere certificati ai cittadini. Devono accettare l'autocertificazione e, se necessario, verificare direttamente con il Comune i dati dichiarati. La violazione è formalmente una infrazione amministrativa.
Nella pratica capita ancora che alcuni sportelli pubblici (in particolare scuole, segreterie universitarie, uffici comunali periferici) chiedano il certificato. In quel caso il cittadino può:
- Presentare comunque l'autocertificazione, citando l'art. 43 D.P.R. 445/2000
- Se l'ufficio rifiuta, chiedere il rifiuto scritto e segnalarlo all'URP del Comune o alla direzione dell'ente
- In ultima ipotesi presentare il certificato a pagamento (pagando 16 €) per non rimanere bloccati, ma chiedere la restituzione delle spese al responsabile del procedimento
Costi: 0 euro o 16 euro?
Il certificato di stato di famiglia da ANPR costa:
- 0 euro (carta libera) quando l'uso rientra in una delle esenzioni dal bollo previste dalla Tabella B del D.P.R. 642/1972. Tra le esenzioni più frequenti per lo stato di famiglia:
- Adozione, affidamento, tutela di minori
- Cause di separazione e divorzio (anche consensuali)
- Procedimenti penali
- Borse di studio per studenti
- ONLUS e organizzazioni di volontariato
- Interdizione e amministrazione di sostegno
- Pratiche pensionistiche
- 16 euro (solo bollo) in tutti gli altri casi. Il pagamento avviene online tramite pagoPA durante la procedura su ANPR.
Allo sportello comunale si pagano in più i diritti di segreteria (0,26–0,52 € a seconda del Comune), che NON sono dovuti per la richiesta online.
Quando serve il certificato (e non basta l'autocertificazione)
Casi pratici dove di solito è richiesto il certificato di stato di famiglia:
Banche
Mutui prima casa con detrazioni per familiari a carico, aperture di conti cointestati con familiari, richieste di affidamento patrimoniale, calcolo di indici reddituali familiari per linee di credito. Molte banche accettano oggi l'autocertificazione, ma per pratiche importanti (mutuo, fido superiore a soglie elevate, polizze) preferiscono il certificato originale.
Detrazioni fiscali a carico
Per dimostrare al datore di lavoro privato (non al pubblico) la presenza di familiari fiscalmente a carico, ai fini della corretta applicazione delle detrazioni IRPEF in busta paga. Il datore di lavoro pubblico, invece, è obbligato per legge ad accettare l'autocertificazione.
Successioni
Per dimostrare il rapporto di coabitazione al momento del decesso, ai fini di alcune agevolazioni successorie (es. esenzione casa familiare per il coniuge superstite). Spesso il notaio chiede il certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela.
Locazione di immobile
Il locatore privato spesso chiede il certificato al conduttore per verificare la composizione del nucleo che andrà ad abitare l'immobile, ai fini contrattuali e assicurativi.
Amministratore di condominio
Per il calcolo delle quote condominiali in caso di criteri legati al numero di occupanti (acqua, riscaldamento centralizzato, ascensore), l'amministratore può richiedere il certificato di stato di famiglia ai condomini.
Compagnie assicurative
Per polizze RC familiari, assicurazioni vita con beneficiari familiari, polizze infortuni che includono il nucleo. Le compagnie verificano il rapporto effettivo tra contraente e assicurati.
Quando basta l'autocertificazione
L'autocertificazione di stato di famiglia è sempre sufficiente in questi casi:
- ISEE – per la dichiarazione sostitutiva unica (DSU) presso un CAF o sul sito INPS. Si compila online e si firma elettronicamente.
- Iscrizione scolastica – materne, asili, scuole pubbliche di ogni grado.
- Università – iscrizioni, tasse calcolate sull'ISEE, alloggi universitari.
- Assegni familiari INPS, Assegno unico – tutta la modulistica INPS accetta autocertificazioni.
- Bonus e agevolazioni statali – bonus casa, ecobonus, bonus elettrodomestici, ecc.
- Cambio medico di base presso ASL
- Iscrizione e variazioni in Comune
- Pratiche con Agenzia delle Entrate (730, redditi, dichiarazioni)
- Domicilio elettronico (PEC) e domicilio digitale (INAD)
- Procedimenti tributari
Come scaricare il certificato di stato di famiglia da ANPR
La procedura è identica a quella degli altri certificati anagrafici. Richiede circa 5 minuti e due requisiti: identità digitale attiva (SPID livello 2, CIE 3.0 o CNS) e connessione internet.
- Accesso al portale ANPR. Collegarsi a anpr.interno.it e cliccare su "Accedi ai servizi". Autenticarsi con SPID livello 2, CIE 3.0 (con PIN, lettore o app CieID) oppure CNS.
- Apertura della sezione certificati. Nell'area riservata cliccare su "Richiedi un certificato anagrafico" e confermare l'informativa sulla privacy.
- Selezione dell'intestatario. Scegliere se stessi o un componente della propria famiglia anagrafica. Per i conviventi che non fanno parte dello stato di famiglia, occorre lo sportello comunale.
- Scelta del tipo di certificato. Selezionare "Certificato di Stato di famiglia". Sono disponibili anche varianti:
- Stato di famiglia e di stato civile (combinato in un unico documento)
- Stato di famiglia con rapporti di parentela (indica il legame tra i componenti, utile per successioni)
- Stato di famiglia AIRE (per cittadini iscritti all'AIRE)
- Indicazione dell'uso e dell'esenzione. Selezionare se in carta libera (con motivazione di esenzione dall'elenco) o in bollo da 16 euro.
- Pagamento del bollo se dovuto. Per il certificato in bollo, completare il pagamento tramite pagoPA (carta di credito, conto corrente, app di pagamento).
- Anteprima e verifica. Controllare nell'anteprima che tutti i componenti siano elencati correttamente e che l'indirizzo sia esatto.
- Download del certificato. Cliccare su "Ottieni certificato" per scaricare il PDF firmato digitalmente. È possibile anche richiederne l'invio all'email associata o al domicilio digitale.
Errori frequenti nel certificato di stato di famiglia
"Un familiare convivente non risulta nello stato di famiglia"
Capita quando il familiare si è trasferito all'indirizzo senza aver fatto il cambio di residenza presso il Comune. Per regolarizzare:
- Il familiare deve presentare istanza di cambio di residenza al Comune (online su ANPR o allo sportello)
- Il Comune effettua i controlli (vigili urbani verificheranno la dimora effettiva)
- Conclusi i controlli (max 45 giorni di legge), il familiare risulta nello stato di famiglia
- Solo allora sarà possibile richiedere il certificato aggiornato
"Compare un convivente che non è familiare"
Lo stato di famiglia anagrafica include TUTTE le persone che risultano coabitare allo stesso indirizzo, anche se non sono familiari. Un coinquilino, una badante, un partner non sposato che ha fatto cambio di residenza nello stesso appartamento compaiono nel certificato. Per distinguere conviventi familiari da non familiari, occorre il "certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela", dove il sistema indica esplicitamente "convivente" per chi non è legato da parentela.
"Risulto sposato ma il mio coniuge non compare"
Significa che il coniuge ha residenza anagrafica diversa dalla tua. Lo stato civile (coniugato) è registrato separatamente dallo stato di famiglia anagrafica. Per dimostrare il matrimonio occorre il "Certificato di stato civile" o il "Certificato anagrafico di matrimonio", entrambi scaricabili separatamente da ANPR.
"Indirizzo errato o dati anagrafici sbagliati"
Usare la funzione "Rettifica dati" nell'area riservata di ANPR e inviare la segnalazione al Comune di residenza. Tempi di correzione: 5–15 giorni lavorativi.
Stato di famiglia originario o storico
Per pratiche di cittadinanza per discendenza, successioni complesse o ricerche genealogiche, può essere necessario lo "stato di famiglia originario" (la composizione della famiglia al momento di un evento storico: nascita di un antenato, emigrazione, decesso). Questo documento NON è disponibile su ANPR. Va richiesto al Comune di residenza dell'epoca, perché le registrazioni sono conservate negli archivi anagrafici comunali, spesso ancora in formato cartaceo.
I tempi di rilascio sono lunghi (15–60 giorni) e i costi più alti (bollo 16 € + diritti di segreteria 10–30 €). Per pratiche di iure sanguinis è uno dei documenti chiave, perché collega l'antenato emigrato ai suoi familiari italiani.
Validità del certificato
Tre mesi dalla data di rilascio (art. 41 D.P.R. 445/2000). Trascorsi i 3 mesi il certificato resta autentico ma il destinatario può rifiutarlo perché i dati potrebbero non essere più aggiornati (un componente del nucleo potrebbe essersi trasferito nel frattempo).
Per dati che non cambiano (rapporti di parentela tra i componenti), la validità di 3 mesi è teorica: il fatto che due genitori restino genitori del proprio figlio non cambia con il tempo. Ma per dati variabili (chi vive con chi), la scadenza è sostanziale.
Domande frequenti
Quanto costa il certificato di stato di famiglia?
Gratis nei casi di esenzione dal bollo previsti dalla Tabella B del D.P.R. 642/1972 (adozione, separazione/divorzio, ONLUS, procedimenti penali, borse di studio, ecc.). Negli altri casi è dovuto solo il bollo di 16 euro pagato con pagoPA sul portale ANPR. Non sono dovuti diritti di segreteria.
L'INPS accetta l'autocertificazione di stato di famiglia?
Sì, sempre. L'INPS è un ente pubblico e per legge (art. 43 D.P.R. 445/2000) deve accettare l'autocertificazione, anche per pratiche come l'assegno unico, gli assegni familiari, le pensioni di reversibilità. Non è mai richiesto il certificato a pagamento per pratiche INPS.
La banca può richiedere il certificato di stato di famiglia?
Sì, perché è un ente privato. La normativa sull'autocertificazione vincola solo la Pubblica Amministrazione. Tuttavia molte banche italiane accettano oggi l'autocertificazione anche per pratiche standard: conviene chiedere prima di pagare 16 euro inutilmente.
Posso richiedere il certificato di stato di famiglia per mia madre se non vive con me?
No. Tramite ANPR si possono richiedere certificati solo per i componenti della propria famiglia anagrafica, cioè delle persone iscritte allo stesso indirizzo di residenza. Se la madre vive a un indirizzo diverso, occorre che lei stessa richieda il certificato o si rivolga allo sportello del proprio Comune. Anche con delega ANPR non consente la richiesta.
Il mio convivente non sposato compare nello stato di famiglia?
Sì, se ha la residenza anagrafica allo stesso indirizzo. La famiglia anagrafica si basa sulla coabitazione registrata in Comune, non sui legami affettivi o matrimoniali. Per distinguere il rapporto di convivenza dal legame familiare, esiste il "Certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela", dove il sistema indica esplicitamente la natura del legame.
Per l'ISEE serve il certificato di stato di famiglia?
No, mai. L'ISEE si compila tramite DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) sul sito INPS o presso un CAF. La DSU è una autocertificazione: il cittadino dichiara la composizione del nucleo familiare e i redditi. L'INPS verifica successivamente la veridicità dei dati incrociando le banche dati. Il certificato di stato di famiglia non serve in nessun passaggio della procedura ISEE.
Per le detrazioni fiscali in busta paga serve il certificato?
Per il datore di lavoro pubblico, no: deve accettare l'autocertificazione. Per il datore di lavoro privato, generalmente sì: chiede il certificato di stato di famiglia per dimostrare la presenza di familiari fiscalmente a carico. Si può però chiedere al datore privato se accetta l'autocertificazione, riducendo costi e tempi.
Posso scaricare lo stato di famiglia storico da ANPR?
No. ANPR rilascia solo lo stato di famiglia attuale. Per uno stato di famiglia storico (la composizione del nucleo a una data specifica del passato), occorre rivolgersi al Comune di residenza dell'epoca, che conserva le registrazioni negli archivi anagrafici. Tempi 15–60 giorni, costo 16 € bollo + 10–30 € diritti di segreteria.
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Fonti ufficiali consultate: Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (anagrafenazionale.interno.it), Ministero dell'Interno (interno.gov.it), D.P.R. 445/2000 (artt. 41, 43, 46, 76 - Testo Unico Documentazione Amministrativa), D.P.R. 642/1972 (Tabella B - esenzioni dal bollo), Regolamento Anagrafico (D.P.R. 223/1989).
Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
